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La Casa di Carta 4: dopo Bella Ciao, anche Tozzi e Battiato

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Finalmente il 3 aprile é uscita la quarta attesissima stagione de "La Casa di Carta", la serie tv spagnola made in Netflix che ha fatto impazzire il mondo intero. Inizialmente La Casa de Papel, questo il titolo originale, doveva durare solo una stagione, ma l'inaspettato successo l'ha trasformato in un fenomeno globale campione di incassi.

Besta pensare che é la serie di Netflix non inglese più famosa al mondo, in top ten tra le tendenze delle serie più viste in Italia nel 2019.

Con La Casa di Carta é sempre una montagna russa di emozioni. Pensi di aver capito che svolta prenderà la storia ed ecco che subito vieni smentito. La quarta stagione della serie tv non delude: ci regala anche questa volta colpi di scena, suspance e tanto romanticismo. Ora, senza fare troppi spoiler, ecco qualche curiosità su La Casa di Carta 4.

Che cos'é La Casa di Carta

Se ancora non hai visto la serie di Netflix, ecco un breve riassunto della trama e come è nata La Casa di Carta. Nel 2017 la serie debutta in terra iberica sul canale Antena 3, ma è stato Netflix a consacrarne il successo internazionale. Dal 2019 è Netflix stesso a produrre la serie tv spagnola. La chiave del successo della serie di Álex Pina? Enigmi, conflitti e tanta umanità.

Vediamo di cosa parla La Casa di Papel. Siamo a Madrid, una squadra di criminali viene riunita dal Professore per tentare una rapina davvero complicata: entrare e saccheggiare la Fábrica Nacional de Moneda y Timbre. Ogni membro della squadra ha una storia a sè, ma vi è un denominatore comune: non hanno nulla da perdere e sono motivati dal riscatto sociale.

Nomi dei protagonisti della Casa di Carta

Image Courtesy Netflix

Poche le regole da rispettare: proibite le relazioni interpersonali e romantiche e nessuno dei protagonisti si chiama col vero nome, ma vengono usati nomi di città. Ed é così che conosciamo tutto il gruppo, armato di una caratteristica tuta rossa e una maschera di Salvator Dalì. Un richiamo, questo, che ha ripreso il successo delle maschere di Guy Fawkes di V per Vendetta, diventate il simbolo del movimento di attivisti noto come Anonymous.





Curioso di sapere come si chiamano i protagonisti della Casa di Carta? Oltre alla figura del Professore, ci vengono presentati Tokyo, Mosca, Berlino, Nairobi, Rio, Denver, Helsinki e Oslo. A partire dalla terza stagione si introducono nuovi personaggi: ritroviamo alcuni personaggi come l'ex ostaggio Stoccolma e l'ispettrice Raquel Murillo, oggi Lisbona. Le new entry sono Marsiglia, Palermo, Manila e Bogotà.

Li ritroviamo immersi in una nuova impresa, ancor più impossibile della precedente, ma non ti raccontiamo nient'altro per evitare di far dello spoiler.

La Casa di Carta ama l'Italia

Nonostante la serie tv sia ambientata in Spagna, sono moltissimi i riferimenti culturali della Casa di Carta al nostro Belpaese. La Casa di Carta non smette di strizzare l'occhio al nostro Paese, richiamando questa volta momenti felici con canzoni famose nell'immaginario popolare della musica italiana.

Trama della Casa di Carta 4

Image Courtesy: Netflix

1. Bella Ciao

L'abbiamo sentita per la prima volta nella prima stagione della serie tv e ha scatenato non poche polemiche in Italia. Tra stupore e disappunto, l'inno della Resistenza Partigiana si trasforma nella colonna sonora della serie tv, ma soprattutto viene cavalcata l'onda del tormentone e si trasforma in una hit house da ballare nelle discoteche.

La famosissima canzone di Bella Ciao non é stata tuttavia una scelta casuale, ma anzi un vero e proprio simbolo chiave nello svolgimento della storia. La domanda sorge spontanea: perché nella Casa di Carta cantano Bella Ciao?  A raccontarci il motivo di questa canzone é Tokio: la resistenza, la ribellione, la rivincita sono un leitmotiv nella vita del Professore, una connessione fortissima con il nonno partigiano.

“La vita del professore girava intorno a un’unica idea: Resistenza. Suo nonno, che aveva combattuto i fascisti al fianco dei partigiani, gli aveva insegnato questa canzone, e lui l’aveva insegnata a noi.”

La puntata della Casa di Carta in cui cantano Bella Ciao rimarrà impresso per sempre nell'immaginario cinematografico come un momento potente e di forte empowerment: dalla lotta partigiana della Seconda Guerra Mondiale ai giorni nostri.

2. Ti Amo di Umberto Tozzi

La canzone vincitrice del Festivalbar 1977 vendette nello stesso anno oltre 120 mila copie, diventando una delle canzoni anni '70 più intonate dagli italiani. Insieme a Gloria rimane sicuramente una delle canzoni più famose di Umberto Tozzi e, se seguirà le orme di Bella Ciao, diventerà una delle serenate più cantate al mondo.

Umberto Tozzi diventa protagonista con la sua Ti Amo di un tenero momento di complicità, divertimento e romanticismo tra i personaggi della Casa di Carta. Siamo nell'episodio uno della quarta stagione, ospiti del matrimonio di Berlino, in un monastero alle porte di Firenze. quando afferra un microfono e si rivolge alla sua amata con le parole più dolci.

3. Centro di Gravità Permanente di Franco Battiato

Siamo nel secondo episodio della quarta stagione e la canzone del 1981 di Franco Battiato fa da colonna sonora a un momento goliardico di allegra e amicizia durante il matrimonio di Berlino. Un flashback potentissimo che da una scarica di energia e che si contrappone fortemente alla tensione che si prova all'interno del Banco de España.

La canzone di Battiato nella Casa di Carta

Image Courtesy: Netflix

Il monastero di Firenze fa da sfondo al momento in cui, anni prima, il Professore, Berlino e Palermo iniziano a pianificare la complicata rapina alla Banca di Spagna. Forse a ricorderemo Centro di Gravità Permanente come la canzone di Palermo nella Casa di Carta visto che sarà lui a caricare la squadra e a dimenarsi in un ballo scatenato che termina in un bacio a stampo con il Professore e un meraviglioso coro di preti che intonano la canzone.

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Melania Armento

Che dire, non so stare senza smartphone, mi piace passare serate sul divano guardando Netflix e, incredibilmente, posso stracciarti alla play.

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